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Castello di Barolo

Barolo

Non solo dà i natali all'omonimo e pregiatissimo vino, ma è anche il borgo medioevale che rappresenta una sorta di capitale per il territorio: se Alba è il centro nevralgico delle Langhe, un po’ per la grandezza della città e un po’ per l’importanza del tartufo bianco, Barolo costituisce il secondo polo di attrattiva, attorno il quale, sulle colline circostanti, “crescono” altri magnifici e importanti borghi medioevali, quali La Morra, Serralunga, Castiglione Falletto, Roddi.

Il territorio del Barolo è terra ricca di storia: una storia legata ai meravigliosi monumenti, alle rughe che segnano i volti degli anziani che ancora oggi lavorano questa terra e alle dolci colline che avvolgono il paese come in una culla. E il castello di Barolo raccoglie e amplifica questa eredità: eventi suggestivi e attrazioni di rilievo, come le mostre d’arte allestite nei locali e la Biblioteca Pellico, sono ospitati al suo interno.

Personaggi in costume condurranno i visitatori alla scoperta di questo castello: la Marchesa Giulia Colbert, insieme al Marchese Tancredi Falletti di Barolo e a Silvio Pellico mostreranno le sale nobiliari e le aree desitinate alle attività di carattere produttivo e commerciale, legate soprattutto al vino.

Consolida il legame tra storia, cultura e tradizioni la prestigiosa Enoteca regionale del Barolo, che ha sede nelle cantine del castello e rappresenta gli undici comuni della zona d'origine del Barolo. Qui vengono mantenuti tutti i segreti legati alla produzione di uno dei vini più apprezzati nel mondo ed è possibile ripercorrerne la storia e i successi.
Il barolo è un vino famoso fin dal secolo scorso, quando ben 320 carri carichi di Barolo uscivano dalle cantine della Marchesa Colbert per stupire Re Carlo Alberto e la sua Corte. E da allora ha conosciuto una gloria crescente.


La visita al castello

Al piano nobile accoglie il visitatore l'eleganza discreta delle decorazioni e degli arredi che impreziosiscono le sale abitate un tempo dai Marchesi Falletti di Barolo.
La prima sala che si incontra risalendo lo scalone è il Salone delle quattro stagioni, ampio e luminoso ambiente con arredi fine stile impero. Deve il proprio nome a quattro pitture che sormontano altrettante porte e dedicate ciascuna a una stagione dell'anno. Da questo locale si accede alla Sala degli stemmi, il cui soffitto è decorato con gli emblemi sia dei Falletti che delle famiglie con cui questi si sono imparentati. Questa sala, con un monumentale camino e una cinquecentesca decorazione in stucco, ospita da diversi anni le sedute del consiglio comunale.
La stanza della Marchesa ospita uno dei pochi letti in stile impero visibili in Italia.
La presenza di Silvio Pellico, uno dei più celebri patrioti dell'Ottocento italiano, amico e bibliotecario di eccezione degli ultimi Marchesi, è testimoniata dalla sua stanza, i cui muri, apparentemente tappezzati in stoffa, sono in realtà abilmente pitturati per simularne l'effetto. Nella biblioteca, ricca di quasi tremila antichi volumi, Silvio Pellico trascorse lunghe ore.
In uno dei piani superiori ha sede il Museo delle Contadinerie, un percorso etnografico, enologico e di costume fra gli attrezzi utilizzati dall'uomo per lavorare le preziose colline da vino.

 

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